Class Action: Intervista On Buemi RnP
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class action rosa pugno consumatori utenti legge parlamento commissione giustizia diritti banche multinazionali truffe ecologia ambiente
Duration: 11:52Recorded: 18 April 2007Location: Roma, Italy
L'On. Enrico Buemi, Rosa nel Pugno, primo firmatario della proposta di legge AC 1662 “Introduzione dell’articolo 141-bis del codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, in materia di « class action »”attualmente sotto esame presso la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, è intervistato da Lorenzo Carmassi coordinatore del Reset Class Action National Group.
Le associazioni riconosciute dal Ministero dello sviluppo economico ed iscritte al CNCU, secondo il Disegno di Legge italo-governativo Bersani-Mastella-Schioppa, cui la proposta Buemi è affine, sarebbero le uniche autorizzate a condurre cause collettive.
Tuttavia l'On. Buemi “apre” sulla questione dell'estensione della legittimazione attiva, affermando che è necessario “consentire le più ampie libertà d'azione da parte dei cittadini che sono stati danneggiati da una azione imprenditoriale [...] così che i cittadini possano dar vita ad una azione collettiva non soltanto passando attraverso le associazioni tradizionali [CNCU ndr], ma anche attraverso le altre associazioni esistenti o create ad hoc.”
Il deputato Buemi sottolinea che, oltre ai grandi scandali finanziari passati agli onori della cronaca negli ultimi decenni, il cittadino è continuamente vessato e taglieggiato in modo “leggero” ma “continuato”da aziende private e parastatali. L'istituto legale “class action” deve dunque essere introdotto nel nostro ordinamento, seppur con le dovute cautele, perché “le grandi aziende come le piccole devono fare utili non frodando e taglieggiando i propri interlocutori[...] ma stabilendo un rapporto trasparente con loro” ed un simile strumento non potrà che essere utile per mitigare e reprimere l'attuale insostenibile situazione che i cittadini consumatori sono costretti, quotidianamente, a subire.
http://criminology.meetup.com/44/about/
Le associazioni riconosciute dal Ministero dello sviluppo economico ed iscritte al CNCU, secondo il Disegno di Legge italo-governativo Bersani-Mastella-Schioppa, cui la proposta Buemi è affine, sarebbero le uniche autorizzate a condurre cause collettive.
Tuttavia l'On. Buemi “apre” sulla questione dell'estensione della legittimazione attiva, affermando che è necessario “consentire le più ampie libertà d'azione da parte dei cittadini che sono stati danneggiati da una azione imprenditoriale [...] così che i cittadini possano dar vita ad una azione collettiva non soltanto passando attraverso le associazioni tradizionali [CNCU ndr], ma anche attraverso le altre associazioni esistenti o create ad hoc.”
Il deputato Buemi sottolinea che, oltre ai grandi scandali finanziari passati agli onori della cronaca negli ultimi decenni, il cittadino è continuamente vessato e taglieggiato in modo “leggero” ma “continuato”da aziende private e parastatali. L'istituto legale “class action” deve dunque essere introdotto nel nostro ordinamento, seppur con le dovute cautele, perché “le grandi aziende come le piccole devono fare utili non frodando e taglieggiando i propri interlocutori[...] ma stabilendo un rapporto trasparente con loro” ed un simile strumento non potrà che essere utile per mitigare e reprimere l'attuale insostenibile situazione che i cittadini consumatori sono costretti, quotidianamente, a subire.
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